Ero ormai pronto a superare tutte
le prove della gara di judo organizzata dalla mia
società. Mi chiamarono e lottai contro Rocco
Taglialegna, appena suonato il don lo buttai con
la schiena per terra; passarono venti secondi il
maestro Maurizio disse mattè (significa stop);
abbiamo rifatto le prese e lo ributtai a terra,
dopo altri quindici secondi risuonò il don.Abbiamo
fatto il saluto e ci siamo stretti la mano quindi
io sono andato dai giudici a dare il mio nome perché
avevo vinto l'incontro. Tornai al mio posto, ero
seduto tranquillo quando mi chiamarono per fare
il secondo combattimento, questa volta ero contro
Luca; iniziammo subito a combattere, Luca mi buttò
giù ma io lo girai subito, passarono venti
secondi e il maestro disse mattè ero molto
arrabbiato e tirai fuori tutta la grinta che avevo
in corpo; lo buttai subito giù, non riusciva
a liberarsi dalla "morsa del cobra", (il
nome che ho dato io a quel modo di immobilizzare)
suonò il don, facemmo il saluto e ci demmo
la mano, tornai a dare il mio nome ma quando stavo
tornando al posto mi chiamarono e mi dissero di
andare di sopra a fare il percorso, ero molto emozionato
perché dovevo farlo nel minor tempo possibile;
c'era una montagnetta dove si doveva fare una capriola
poi seguire le frecce poi andare a zig zag fra altre
montagnette, seguire altre frecce e saltare a piedi
uniti dentro i cerchi quindi fare una proiezione.
Finito tutto quel gran lavoro chiamarono gli atleti
per la premiazione: primi classificati a parimerito
Medves matteo e Shaurli Davide (che è il
mio nemico mortale) poi venivano tutti gli altri.
Finalmente una medaglia diversa da tutte le altre:
davanti era disegnata una cornicetta greca nel mezzo
inciso lo stemma di judo e dietro c'era la scritta
"TENRI UDINE".